Jun
22
2008

Venice, IT (Heineken Jammin Festival)

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With L'Aura, Counting Crows, Baustelle, Stereophonics, Alanis Morrisette

SHOW REVIEW

Heineken Festival, i Police chiudono - e consolano 22 mila tifosi delusi...

''Mi dispiace, Italia, mi dispiace'' dice Sting in italiano dopo l'attacco di 'Message In A Bottle'. Compassione: è l'unica cosa che si sente di poter proporre a una platea disperata di oltre ventiduemila spettatori che ha appena visto naufragare la propria squadra agli europei sui maxischermi dell'Heineken Jammin Festival. Sono le 23.30 e si può suonare, nonostante i tempi supplementari, nonostante i rigori, nonostante il cuore dica altro e non ci sia neanche troppa voglia di dimenticare. E i Police suonano, come da un anno a questa parte in questo tour mondiale che li ha visti tornare assieme sulla scena anche senza un nuovo disco né nuove canzoni e imporli di nuovo all'attenzione del pubblico.

Sting si è lasciato crescere la barba, inevitabilmente bianca, e forse per questo oggi dimostra i suoi 56 anni. Rispetto al concerto di Torino quando si erano ripresentati per la prima volta in Italia, sembra dettare in maniera molto più decisa i tempi al gruppo. Non ci fossero la sua voce e il suo basso, ci si potrebbe andare a perdere chissà dove con le variazioni alla chitarra di Andy Summers, 65 anni, che nel frattempo ha preso qualche chilo, e di Stewart Copeland, 55 anni, che nonostante la fama di metronomo non disdegna la fioritura ritmica tra la batteria e il suo set di percussioni. Un necessario tira e molla che toglie però un po' di fuoco e di cuore alla loro esibizione, ne mette in luce le qualità tecniche ma soprattutto si regge sulla capacità delle loro canzoni di resistere alla prova del tempo.

La scena è rigorosa, come usava all'alba del rock, soltanto loro tre e gli amplificatori che quasi si perdono sull'enorme palco principale al Parco San Giuliano. Si ascoltano 'Walking On The Moon', 'Demolition man', 'When the world is running down...', 'Don't Stand So Close' che Sting introduce ancora parlando in italiano e dice di aver scritto per ricordare il suo passato di insegnante. Poi ecco 'Driven To Tears', schegge da quei dieci anni di storia del rock che dimostrano che anche il punk poteva avere un'anima, e trovare uno spiraglio di luce grazie al tempo in levare del reggae. Il pubblico apprezza 'Every Little Thing She Does Is Magic', 'Invisible sun' poi 'Can't stand losing you' per il sottofinale. La ripresa con 'Roxanne' nei bis con, tra le altre, 'Every Breath You Take' e 'So lonely'.

Nel pomeriggio il palco dell'Heineken Jammin Festival aveva visto gli show dei Baustelle, dei Counting Crows, il bellissimo set degli Stereophonics, e prima dei Police era salita Alanis Morissette con un concerto stranamente poco centrato sul suo nuovo album 'Flavors of entanglement'. La scaletta è invece bilanciata tra i nuovi pezzi e i brani di quello che è stato il maggior successo di sempre della cantautrice canadese, ovvero 'Jagged little pill', il suo terzo disco che nel 1995 la impose come superstar a livello internazionale, 69 settimane consecutive tra i primi dieci dischi in classifica e una serie di importanti riconoscimenti, compresi canzone e disco dell'anno. Da lì arrivano 'You Oughta know', 'Ironic', 'All i really want', 'Perfect', 'You learn', 'Hand in my pocket' che si ascoltano tutte nel nuovo live della Morissette. Uno show applaudito, molto apprezzato dal pubblico che ha cantato in coro vari brani. Ma la partita incombeva e la Morissette, che ha sforato di otto minuti, poco poteva resistere di fronte alla pressione di quelle bandiere tricolore sventolati dalla platea. Poi è andata com'è andata.

L'Heineken si chiude invece con un sostanziale pareggio, poco sotto in termini di bilancio tra soldi spesi (5 milioni per allestimento e cachet artisti) e soldi guadagnati con i biglietti (4 milioni e 800 mila euro). Ma poi, certo, si faranno i conti degli euro macinati dalla macchina del festival, tra birre vendute e punti di ristoro. Non sono arrivati i numeri che ci si aspettava, ci si è fermati a 115 mila spettatori complessivi quando si sperava almeno in 130 mila. A raddrizzare le cose ci ha pensato ancora una volta Vasco: se non fosse stato per lui la seconda giornata si sarebbe messa male. L'appuntamento è al prossimo anno.

(c) La Republica by Carlo Moretti

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