Brand New Day
Jul
07
2001
Rome, ITStadio Olimpico
With Max, Jeff Beck
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Sting canta, Springsteen no...

Dopo l'arrivo a sorpresa di Ricky Martin nel concerto che giovedì a Palmanova ha aperto la tournée italiana di Sting, gli 11.000 dell'Olimpico hanno attesa invano Bruce Springsteen, annunciato come l'ospite a sorpresa della serata. Qualcuno ha sperato, invece, ad in una improvvisata di Mark Knopfler, il leader dei Dire Straits con cui Sting ha firmato uno dei brani storici della band, 'Money For Nothing', che si esibirà domani sera al Foro Italico. Ma dopo l'apertura affidata a Max Gazzè, e al chitarrista degli Yardbirds, Jeff Beck, non si poteva ottenere molto di più sul piano dell' happening e dell'improvvisazione.

La lunga carovana del 'Brand New Day Tour', partita dopo la pubblicazione dell'album omonimo nel 1999, ha toccato in questi giorni tre città italiane. Tornerà il 19 luglio per un'ulteriore concerto a Cagliari. A chi è in attesa di un nuovo album, Sting ha fatto sapere che uscirà a novembre, ma si tratterà di un live, registrato proprio nel nostro paese, nel suo rifugio toscano di Figline Valdarno. Avvolto da un alone mistico-orientale e con l'immancabile narcisismo che lo caratterizza, Sting ha aperto il suo concerto con A thousand years, prima traccia dell'ultimo album. Complici il look biondo-deserto, le atmosfere arabeggianti dei nuovi brani, gli archi, i cori, la voce-eco di Jeff Young, e l'efficace tromba di Chris Botti, altro protagonista della serata.

A circondare l'ex bassista dei Police, anche la chitarra di Dominic Miller , le tastiere di Jason Rebello e Mark Eldridge, la batteria di Manu Katche. Segue subito una hit storica, If you love somebody set them free, scritta nel 1985, anno d'esordio della sua carriera solista, con la collaborazione di quattro grandi jazzisti (Branford Marsalis, Kenny Kirkland, Omar Hakim, Darryl Jones).

Sting esegue otto canzoni tratte da 'Brand New Day in un crescendo di suoni, echi, e sonorità orientali, da Fill her up, che comincia come country e finisce in gospel, fino alla trascinante Desert rose; come a dire ''questa è la mia Africa''. Mischia gli stili dei diversi album, già sintesi dei diversi influssi rintracciabili nella sua produzione, anche se qui prevale il pop algerino. ''? il privilegio del pop, quello di spaziare attraverso i generi e farsi contaminare'' è quello che Sting va ripetendo da anni. Ci sono quasi tutti i brani rappresentativi dei sette album incisi da Sting dopo lo scioglimento dei Police. Da 'Mad About You', che molti ricordano ed accennano in coro nella versione italiana scritta da Zucchero (Io muoio per te), alla sognante ballad Fields of gold. E poi arriva seducente, sofisticata, (tanto da essere stata presa in prestito come commercial per un'auto di lusso) 'Englishman in New York'.

Non una canzone dichiaratamente autobiografica, come credono in molti, ma ispirata e dedicata a Quentin Crisp, scrittore inglese omosessuale scomparso due anni fa. Grande entusiasmo sui semplici ma azzeccati accordi di 'Roxanne', il brano a cui Sting deve l'inizio della sua fortunata carriera. Una tessitura melodica e una divisione ritmica che sono tutt'uno con la voce di Gordon Matthew Sumner, questo il vero nome dell'artista inglese, e che nessuna cover, neppure l'ultima di George Michael, ha restituito in forma migliore.

E infine 'Every Breath You Take', celebre hit da 'Synchronicity' dei Police del 1983. ? il brano che, sicuramente, Sting e Springsteen avrebbero eseguito insieme. I due artisti, tra i più attivi nel settore rock, beneficenza e diritti umani, hanno duettato più volte nelle più importanti piazze del mondo, dal Madison Square Garden al River Plate Stadium di Buenos Aires. Proprio nella tappa Argentina dell'Amnesty International tour del 1988 è stato registrato in tiratura limitata, l'unico bootleg esistente di questo brano nella versione del duo; è aperta la caccia dei collezionisti, ma è davvero una magra consolazione.

(c) Il Tempo by Timisoara Pinto

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