Summer
Jul
08
2013
Verona, ITVerona Arena
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Il "pungiglione" colpisce l'Arena - Tutti in piedi i 13mila di Sting...

Un concerto di un'eleganza e una classe non comune, capace di raccontare la lunga storia di Gordon Matthew Thomas Sumner e dei Police. Non è sold out, ma poco ci manca

"If "manners make the man" as someone said, he's a hero of the day". Rubiamo le parole di una sua hit per raccontare Sting e il suo concerto all'Arena di Verona di lunedì 8 luglio. Un concerto di un'eleganza e una classe non comune, capace di raccontare, in due ore di live, la lunga storia di Gordon Matthew Thomas Sumner e, prima ancora, dei Police. Il live non è sold out, ma poco ci manca, restano vuoti solo dei posti nella gradinata non numerata: la fan base di Sting, per vedere in Arena il proprio idolo, può evidentemente permettersi di spendere qualcosina in più.

"Ciao Verona", saluta il cantante e si inizia con 'If I Ever Lose My Faith In You' in una bella versione blues. Poi si va via come un treno, poche parole, tanta musica. Quando le canzoni sono dei Police, il pubblico ha un sussulto di gioia, così come per la seconda 'Every Little Thing She Does Is Magic'. Mr. Sumner per tutto il live non abbandonerà mai il suo Fender Precision degli anni Cinquanta (non a caso il tour si chiama "Back to bass") e questa ricerca alle origini della musica sembra aver fatto optare la produzione per un palco sobrio, perfino spartano, senza schermi o videowall; a dare spettacolo solo una band superlativa e una musica capace di superare i decenni (ma in gradinata alta serve il binocolo). Si continua in levare con 'Englishman in New York' che mantiene i controtempo che avevano innovato la produzione dei Police. "Grazie, ciao a tutti come state?" Chiede Sting, t-shirt bianca su jeans grigi, prima di presentare la band e passare a 'All This Time', pezzo che fa avvicinare molte coppie.

La super band è composta dal fedelissimo chitarrista Dominic Miller, il tastierista David Sancious (fino al 1974 membro dell'E Street Band di Bruce Springsteen), Vinnie Colaiuta (batterista tra i più versatili di sempre, ha suonato con Frank Zappa ma anche con Jeff Beck, Herbie Hancock, Duran Duran e Christina Aguilera), il violinista elettrico Peter Tickell e la corista Jo Lawry, impegnata nei cori e come seconda voce. Una parola in più va spesa per "Vincenzo" Colaiuta, che riesce a reggere nel live il confronto con un mostro della batteria come Stewart Copeland (dei Police): la sua interpretazione di 'Seven Days' è da manuale e, soprattutto, da applausi, inseguendo un arrangiamento che apre la ritmica ad un morbido violino e che, tra fughe e assolo, si ritrova nel reggae sul finale. Inno al ritmo è 'Demolition Man', e anche qua la quadratura del gruppo è encomiabile, il suono è quella di una big band rock blues, con Miller alle prese con un giro di chitarra da ipnosi. "Grazie, grazie – saluta Sting, mettendo alla prova il suo italiano imparato nel "Chianti shire" - questa canzone è "campi d'oro", 'Fields Of Gold'". 'I Hung My Head' è puro gospel contemporaneo, accompagnato dal tramonto del sole sugli arcovoli dell'Arena. L'effetto "wah wah" diffuso per la Fender blu cielo di Miller serva a dare il via ad una grintosa 'Driven To Tears' con il violinista Tickell che si esibisce in un assolo di grande impatto. Nel mentre una ragazza riesce a intrufolarsi sul palco, ma non si getta subito su Sting, anzi, cammina un po' tra la band (senza che nessuno la fermi) e solo alla fine della canzone va ad abbracciare il suo idolo che la guarda e ricambia il saluto tra stupore e divertimento. 'Heavy Clouds No Rain' sembra un gatto che zompetta a suon di jazz verso ma ciotolona di latte.

Ma le cose si fanno serie sulla vecchia hit 'Message In A Bottle', con 13 mila persone pronte ad applaudire a tempo. Altro universo del sentire su 'Shape Of My Heart" e 'The Hounds Of Winter". I fari ruotano su tutta l'Arena per 'Wrapped Around Your Finger', morbida e fragile come un cuscino di vetro. Police 100 per 100 con il rockabilly in levare di 'De Do Do Do, De Da Da Da' tanto che il cantante vuole dividere il ritornello con il pubblico chiamato alla partecipazione con un italianissimo "per favore". Il pezzo diventa un'ampia jam in cui ogni componente si ritaglia un proprio spazio (Sancious cita 'Love Is Stronger Than Justice'). Il set ufficiale si chiude con 'Roxanne' con una pizzicata acidissima di Miller e uno Sting arrembante che gioca e si diverte con il suo pubblico, ormai tutto in piedi ad applaudire. I bis iniziano con l'efficacissima litania mediorientale di 'Desert Rose', poi subito il bel giro di basso di 'King Of Pain', semplice semplice ma d'impatto. Impossibile sedersi e i 13mila in Arena rimangono in piedi a ballare sulla dolcissima (e un po' da stalker, soffermandosi sul testo) 'Every Breath You Take'. Il finale è con la potenza di 'Next To You' e l'arrivederci con 'Fragile'. "Ciao, grazie", saluta Mr. Sumner: il pungiglione ha colpito il centro del bersaglio.

(c) Corriere del Veneto by Francesco Verni

COMMENTS 1
Natalia131082 February 19,2013
Kids on the concert
Hi! Could anyone tell me if kids of 5 and 6 years old can attend the concert in Arena of Verona? Any restrictions? I want to buy tickets on pre-sale, but i can't until I know that we will be able to enter the venue... Thanks, Natalia

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You would need to check the TicketOne website to see if there any restrictions. They have contact details on their website.